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“La tecnologia cambia, ma la base del giornalismo resta”

di Alessio Conforti

I giovani e l’informazione, un binomio strettamente attuale e non sempre di facile lettura. Ne abbiamo discusso con Ferruccio De Bortoli, già direttore di testate italiane importanti come Corriere della Sera e Il Sole 24 ore. Al giorno d’oggi lettori e giornalisti si trovano a fare i conti con la cosiddetta “rivoluzione digitale”, un fenomeno che nasce dall’avvento dei mezzi di comunicazione moderni come internet e i social network, con tutte le conseguenze del caso. Sia positive che negative.

 

  • Direttore, come si spiega il giornalismo ad un giovane che vuole intraprendere questa strada?
    Le regole di base della comunicazione e del giornalismo rimangono inalterate rispetto al passato. Si tratta di raccontare la realtà che ci circonda in maniera corretta e avvincente, interessando il pubblico e abituandolo ad avere a che fare con materie complesse che non si possono semplificare troppo.
  • Il rischio qual è?
    Troppa semplificazione, come avviene purtroppo nella comunicazione politica di oggigiorno, porta a conseguenze negative, cioè a pensare che si possano avere delle “scorciatoie alla realtà”. La realtà però i conti li presenta sempre.
  • La regola del corretto giornalismo?
    Un buon giornalismo mette i propri lettori e la pubblica opinione di fronte alla necessità di fare delle scelte e di avere un’idea corretta del presente per preparare il futuro.
  • Siamo nel bel mezzo della “rivoluzione digitale”, vissuta in prima persona proprio dai giovani. Che cambiamenti ci saranno nei prossimi anni?
    Al di là dell’andamento dell’industria editoriale, i mezzi tecnologici cambiano ma c’è la necessità di avere anche oggi buoni testimoni e cronisti valenti. Persone che spieghino che di fronte alla realtà c’è una selezione per importanza.
  • Che differenza c’è, in questo senso, con il passato?
    Prima era possibile operare una censura, cioè impedire che qualcosa venisse pubblicato. Oggi è invece estremamente difficile.
  • Nel mondo digitale l’utente si trova di fronte ad una moltitudine di informazioni. Come ci si deve muovere secondo lei?
    Il lettore deve avere davanti a se la possibilità di fare una gerarchia delle notizie, ossia capire che cosa è importante e che cosa invece non lo è.  
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