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Umberto e Rudy Smaila

Due generazioni a confronto

di Elisa Panto

Intervista al celebre showman Umberto Smaila e a suo figlio Rudy, da anni sulle orme del padre. Li abbiamo incontrati: Umberto, con l’immancabile sigaro in mano, e Rudy, con l’inseparabile microfono in valigia.

  • Umberto, cosa vorresti che tuo figlio imparasse dalla tua generazione e tu Rudy cosa vorresti che tuo padre imparasse dalla tua?
    U:”La pazienza, perché nel nostro mestiere ce ne vuole tanta. Anche io, con I Gatti di Vicolo Miracoli, guardavo con un po’ di invidia chi andava in televisione. Abbiamo aspettato finche è arrivato anche il nostro momento, nel ‘76 con un programma sulla Rai e poi nel ‘77 con lo storico ‘Non Stop’ di Enzo Trapani”.
    R:”La mia generazione è dovuta passare da un periodo felice a un improvviso momento di crisi. Vorrei che mio padre imparasse ad apprezzare la nostra capacità di comunicare velocemente, di essere interconnessi e aperti ai cambiamenti.”.
  • Umberto, sei contento che Rudy abbia seguito i tuoi passi e tu Rudy, come vivi il fatto di essere “il figlio di…”?
    U:”Si, sono contento. Gli ho però spiegato che in Italia non servono cantanti ma intrattenitori, e questo lui l’ha imparato. Spesso io e Rudy lavoriamo assieme ed è una cosa inconsueta nel mondo dello spettacolo.”.
    R:”Un po’ positivo perché suscita interesse, un po’ negativo perché si fanno paragoni ma è normale che, facendo un mestiere artistico, ci sia sempre il confronto, l’importante però è camminare con le proprie gambe.”.
  • Ci svelate qualche aneddoto successo durante le vostre serate? 
    U:”Quando lavoriamo assieme c’è un episodio che si ripete. Il pubblico femminile guarda solamente Rudy e io un po’ me la prendo (il tono è ovviamente ironico!) e penso ‘Ma insomma, volete guadare un po’ anche me??’”.
    R:”Può capitare che uno suggerisca qualche parola di una canzone all’altro. Ci capiamo con gli sguardi. Ah, poi lui si lamenta sempre del volume del mio microfono!”.
  • Quale canzone non manca mai nel vostro repertorio?
    U:”Sicuramente ‘È tutto un attimo’, la canzone che scrissi per il Festival di Sanremo del 1986. È un pezzo ancora attuale che la gente si ricorda molto bene.”.
    R:”Le grandi canzoni italiane, come ‘Ancora’ o alcune di Renato Zero, Vasco, Battisti, tutti pezzi che fanno divertire persone di tutte le età.”.
  • Ci dite un pregio e un difetto l’uno dell’altro?
    U:”Il pregio di Rudy è sicuramente la serietà professionale. Difetti? Beh, è un po’ permaloso, ma questo è un male di famiglia!”.
    R:”Mio padre è molto generoso. Un difetto? Un po’ testardo e permaloso.”.
  • In cosa vi assomigliate?
    U:”Questa è la domanda più facile. Nel volerci molto bene.”.
    R:”C’è una vaga somiglianza fisica. A volte ci dicono che abbiamo la stessa camminata ma a me viene da ridere perché mio padre si trascina!”.
  • Un consiglio per Rudy? Un consiglio per Umberto?
    U:”Non dimenticarsi di quanto sia bella e brava sua moglie, di continuare ad amarla perché è una persona eccezionale.”.
    R:”Mah, forse essere un po’ più aperto verso le novità. Non che mio padre sia una persona chiusa, anzi, però può ancora migliorare!”.
  • Siete stati spesso ospiti in alcuni locali di Jesolo. Cosa vi è piaciuto di più di questa località? Ci tornerete?
    U:”Ho fatto tanti spettacoli a Jesolo. La prima volta venni a registrare una puntata del Festivalbar. Vorrei tornarci, anche perché a me piace molto il pesce che si mangia da quelle parti,…mi son veneto!”.
    R:”Mi piace lo spirito di ospitalità, le strutture, ci si diverte. Anzi, faccio un annuncio per invitare anche me per una serata, oltre mio padre!”.
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