Marco Zecchinel – Presidente Confapi Venezia

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Marco Zecchinel – Presidente Confapi Venezia

“Ripresa trainata dal turismo, Veneto Orientale guarda al 2022 con fiducia”

di Alessio Conforti

L’economia da un lato, la voglia di fare impresa dall’altro. Di mezzo una situazione non certo semplice per chi ogni giorno si sveglia e deve mettere in modo la macchina produttiva. Ne abbiamo discusso con Marco Zecchinel, presidente di Confapi Venezia, realtà associativa presente in tutto il territorio metropolitano.

  • Presidente Zecchinel, che 2021 è stato per il Veneto Orientale?

    Questo territorio ha inevitabilmente risentito delle limitazioni legate alla pandemia soprattutto nel primo quadrimestre, salvo poi progressivamente ripartire con l’economia e l’occupazione. Le nostre piccolissime, piccole e medie imprese hanno saputo resistere e non farsi trovare impreparate quando la stagione estiva e balneare si è aperta, con difficoltà a maggio e giugno, salvo poi recuperare con i mesi miti di settembre e in parte ottobre. 

  • Quali sono stati i settori che maggiormente hanno sentito una ripresa?

    La ripresa è stata trainata vigorosamente dal turismo, che ha sollecitato tutti i settori dell’indotto, a partire da edilizia e costruzioni, dando lavoro immediato alle imprese perlopiù artigiane dell’entroterra. L’incertezza ha regnato nel terzo settore, mentre manifattura e metalmeccanico hanno mantenuto alti livelli di produzione, anche se ostacolati dai ritardi sulle forniture.  

  • Litorale veneto: un bilancio dei vari comparti…

    Ha retto la ristorazione, seppur fortemente condizionata dalle dinamiche restrittive anti Covid. I pernottamenti nelle strutture alberghiere, ridotti per la prima parte della stagione, hanno conosciuto da metà luglio in poi alti numeri, fino a raggiungere i livelli pre pandemici. Anche i campeggi hanno conosciuto presenze da record. 

  • Cos’è mancato?

    Soprattutto i turisti stranieri extra-Europa, americani in testa, i quali, avendo maggiore capacità di spesa, hanno fatto sentire maggiormente la propria assenza. 

  • Che 2022 sarà secondo lei?

    Si preannuncia un nuovo anno diverso dai due precedenti. Il Green pass rappresenta una salvezza per l’economia, nonché un vero e proprio strumento di rilancio. A destare preoccupazione, tuttavia, persistono due temi fondamentali. Il primo è legato all’alto costo e alla difficoltà di reperimento di materie prime e di semilavorati, soprattutto per ragioni geopolitiche. Secondo è il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, che comporta carenze in organico di personale qualificato e specializzato per le imprese. 

  • Se dovesse dare un consiglio a un giovane imprenditore, quale sarebbe?

    Iniziare con incrollabile passione. Fare impresa richiede sacrificio e molto spesso nell’attuale congiuntura, la gratificazione economica non è immediata.  Fatta questa premessa, creare un’azienda è espressione della propria indipendenza economica e l’apice della personale professionalità. La soddisfazione di vedere la propria “creatura” crescere e creare benessere per sé stessi, per i collaboratori e per il territorio in cui opera è la più grande forma di felicità che il lavoro e la passione possano restituire.

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