JJ11_jesolo_Monastero San Mauro 2018_sito archeologico_reperti storici

Un sito fondamentale per la storia di questo territorio

di Alessio Conforti

Riprendere un’ispezione archeologica iniziata 60 anni prima e arrivare a scoperte inedite per tutto il territorio dell’antica Equilo, dall’età tardoantica alla fine del medioevo. 

E’ l’attività dell’équipe di archeologia medievale del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che recentemente ha portato alla luce dati e reperti unici riguardanti il Monsastero di San Mauro, struttura ricca di fascino storico e religioso.

Ma andiamo con ordine. Nel 1954, a nord della località “Le Mure” di Jesolo, l’assistente della Soprintendenza archeologica di Padova mise in luce le strutture di quello che aveva identificato come il monastero di San Mauro. Questa struttura era citata nelle fonti medievali e i suoi ruderi, contraddistinti da un alto campanile, venivano rappresentati già nelle mappe cinquecentesche. I lavori di scavo portarono al rinvenimento di una piccola chiesa triabsidata, dotata di arredi architettonici tipicamente altomedievali, affiancata da altre strutture murarie più recenti, forse collegate al monastero. Il complesso fu poi progressivamente abbandonato dal XII secolo in poi, a causa delle condizioni ambientali avverse. L’importanza della scoperta del secolo scorso, tuttavia, non impedì che le rovine fossero lasciate in stato di abbandono e ricoperte da un’ingente quantità di macerie e di vegetazione spontanea che, in 60 anni, hanno cancellato qualsiasi traccia archeologica, tanto da far credere che ormai le strutture murarie fossero irrimediabilmente compromesse se non, addirittura, distrutte. 

Ma gli archeologi dell’università veneziana non si sono dati per vinti. Dalla campagna di scavo 2018, infatti, si sono ripromessi di ridare nuova vita a quel sito e di indagare l’intera area di San Mauro per comprendere lo sviluppo dell’abitato di Equilo a nord dell’isola tardoantica (già indagata tra 2013-2016), riportando alla luce le eventuali strutture del complesso religioso. 

L’indagine del 2018, svolta sempre in collaborazione con il Comune di Jesolo e con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, ha riportato alla luce l’abside laterale della chiesa confermando, da una parte, i risultati dello scavo svoltosi nel 1954 e raccogliendo, dall’altra, numerosi dati del tutto inediti. E’ stato possibile infatti individuare e indagare depositi mai scavati in precedenza, sia all’interno che all’esterno dell’edificio e datare la formazione di questa porzione dell’insula Equilo al VII secolo d.C.

Inaspettato il rinvenimento di 15 sepolture di adulti e bambini, appartenenti al cimitero annesso alla chiesa, per ora indagato solo parzialmente. Eccezionale è stata poi la messa in luce delle fondazioni del campanile, di cui si era persa memoria, costituite da un esteso basamento in legno e da perimetrali spessi ben 160 cm, costruiti con grandi pietre squadrate. Considerato il successo di questa prima indagine esplorativa, gli archeologi desideravano portare alla luce anche il resto delle strutture.

L’area è occupata per la maggior parte dalle murature pertinenti all’edificio religioso del complesso di San Mauro. Le strutture appena riportate alla luce corrispondono in toto a quelle fotografate nel 1954. Tuttavia, l’accurata analisi stratigrafica e le nuove metodologie messe in campo dall’equipe di Ca’ Foscari hanno portato all’individuazione di almeno tre momenti costruttivi distinti, relativi al complesso di San Mauro. Nell’ultima di queste fasi, databile all’XI secolo è stato rialzato il piano pavimentale dell’abside centrale con la costruzione di una gradinata che ne permette l’accesso (visibile già nelle foto che documentano lo stato delle strutture nel 1954) e la creazione di una macchina da pozzo alla veneziana, perfettamente conservata, all’interno del chiostro.

L’ipotesi più verosimile è che  inizialmente l’area fosse occupata da una chiesa con funzione di pieve, attorno alla quale si è progressivamente ampliata un’area cimiteriale usata dagli abitanti di Equilo. In una fase successiva, il complesso si è ampliato e trasformato, dotandosi oltre che della chiesa, anche da un poderoso campanile e da ambienti monastici.

Di importanza straordinaria il ritrovamento, a sud-ovest del sito, a ridosso del Canale di San Mauro, le cui tracce sono ancora ben evidenti dalle foto aeree, di un molo in pietra, affiancato da pali d’attracco in legno (bricole) e da una piroga scavata in un unico tronco di quercia (monossile). 

Questa scoperta eccezionale, al momento solo parzialmente indagata, è un unicum tra i rinvenimenti di scavo dell’archeologia italiana, e merita di essere indagata esaustivamente nel prossimo futuro.

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