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Una storia lunga che parte da lontano

di Giovanni Cagnassi

Era una delle attrazioni più in voga e lo jesolano con una buona memoria lo ricorda ancora bene come fosse oggi. Anche se da allora di tempo ne è passato, con tutte le evoluzioni del caso.

La storia del cinema a Jesolo parte da lontano, nei tempi in cui tra litorale e Paese vi erano ben 11 sale cinematografiche: erano gli anni d’oro del grande schermo. 

Il cinema Aurora, ultima grande struttura della città, è stato chiuso ormai 19 anni fa dalla storica famiglia di proprietari e gestori jesolani di cinema, i Priviero. Poi l’esperienza al Vivaldi per altri 6 anni.

Aperto nel 1925 dal capostipite della famiglia, Giuseppe Priviero, e il figlio allora 14enne Rocco, che poi ha continuato la tradizione, l’ Aurora è ancora vivo nei ricordi dei cittadini. Sorgeva a Jesolo Paese, in via Zuccarini, e ancora oggi ne rimangono le “vestigia” a ricordo di un’epoca ormai lontana che vide i cinematografi protagonisti della cultura e del costume. Un momento storico in cui andavano di moda le agendine dalle quali si potevano consultare i film in programma nelle varie sale. In quel tempo agli inizi degli anni ‘30, gli attori più in voga venivano francobollati e conservati nelle case come un trofeo. Rocco Piviero è ancora vivo nei ricordi della città, intento a promuovere i film con l’automobile.

L’Aurora ha resistito per decenni e a Jesolo Paese era uno dei punti di ritrovo più importanti del centro storico.

Giuliano Priviero, il nipote di Giuseppe, subentrò assieme ai figli Alessandro e Massimiliano, negli anni ‘80. E fu ancora amore e passione per il cinema vissuto anche da imprenditori accorti e avveduti, capaci di crescere e innovare.

A Jesolo Paese, c’erano il cinema Aurora, e anche il cinema Lux di più breve durata, gestito dalla famiglia Brunello, poi la balera al Casablanca.

Erano luoghi di incontro e socializzazione fondamentali. All’Aurora c’è anche chi ha conosciuto la fidanzata e futura moglie.

Nel ’57 è stato ristrutturato, perché l’anno prima erano ceduti degli stucchi, curiosamente durante la scena clou del film “Il Ferroviere”, diretto e interpretato da Pietro Germi, esattamente quando veniva proiettata la scena in cui il treno travolge un uomo sui binari. Tutti sono fuggiti dalla sala alla vista del cedimento del soffitto. Una volta rifatto, era diventato il cinema più moderno di Jesolo e del territorio, con porte a vetro e ampi spazi.

Il cinema all’aperto fu un’altra idea di Rocco Priviero: l’Olimpia in piazza Marconi e il Corso a metà di via Bafile e poi l’Eden in piazza Mazzini.

Parliamo degli anni ‘50. Giuliano ha dunque proseguito la tradizione in piazza Milano, e ancora dietro la biblioteca di Jesolo Paese e a Eraclea mare. E poi anche a San Stino per la pro loco, con il Pascutto. A Jesolo si sono visti tanti personaggi di spicco, come per esempio Bud Spencer e i vertici della Titanus.

Come detto, 19 anni fa chiude l’Aurora, poi il cinema a Jesolo si trasferisce al Vivaldi per alcuni anni. A San Donà, Priviero ha gestito il Cristallo per altri 4 anni. «Noi ne avevano quattro», ricorda, «ma siamo arrivati ad avere fino a 11 cinema a Jesolo, gestiti anche da altri imprenditori. Proiettavano persino le pellicole all’ospedale, per gli ammalati, due volte la settimana. Le suore ci raccomandarono che fossero film per timorati di Dio». 

Il mondo del divertimento in costante evoluzione, l’era del web, Netflix, hanno cambiato radicalmente le abitudini della gente.

«Dopo l’esperienza al Vivaldi, la prima in assoluto all’auditorium», conclude, «si è chiusa un’epoca. Oggi il cinema è un’ industria in crisi, sono cambiate le abitudini della gente. La spesa sarebbe enorme per avere una struttura di almeno quattro sale, accattivante. Ci sono state tante proposte e idee, ma non si è fatto nulla. È sicuramente un peccato».

Foto e documenti della collezione privata di Giuliano Priviero

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Bud Spencer con i vertici della Titanus a Jesolo

Un’agenda utilizzata nella stagione 1930-1931, dalla quale si potevano consultare i film in programma

Un’agenda del 1928: a quel tempo gli attori più in voga venivano francobollati

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Rocco Priviero, papà di Giuliano, durante la promozione del film "L'inafferrabile 12" con tanto di locandina sopra l'automobile (1950)

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La locandina del film "Tempi Moderni" (1936), scritto, diretto e interpretato da Charlie Chaplin

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