“Saluti dal Lido di Jesolo”: cartoline che attraversano i decenni

di Giovanni Cagnassi

Cartoline dal passato. Testimoni di estati meravigliose e oleografiche, spesso ancora in bianco e nero: un ricordo sbiadito di un tempo lontano. Nell’era dei telefonini cellulari, selfie e social, spedire una cartolina è un gesto antico e dimenticato, antistorico più che vintage o romantico. Basta un clic e la foto della vacanza gira il mondo grazie a wifi o compagnie telefoniche con tariffe accessibili a tutti. Eppure le cartoline non sono ancora oggetti dal fascino magnetico, quando le si osservano in qualche scaffale appartato di quei negozi che ancora le tengono. Fissano e ritraggono nella carta la città che non c’è più, panoramiche di alberghi o tratti di spiaggia. Quelle spedite anni addietro da Jesolo oggi si trovano nelle case di tanti turisti italiani o stranieri, ma anche nei mercatini di antiquariato o tra le mostre. Negli anni ‘50 e ‘60 non erano solo istantanee di una spiaggia con sdraio e ombrelloni. Potevano anche essere foto di alberghi eleganti e pensioni, addirittura scorci delle sale interne, per colazione o cena. In lontananza, si vede troneggiare il faro inconfondibile simbolo del lido ovest, con le sue fasce colorate. Poi una vista dall’alto, sfruttando i primi grattacieli in piazza Trieste o piazza Torino. La scritta immancabile “Saluti dal lido di Jesolo” resta un must da decenni. Oggi neppure sms o mail contengono simili frasi che possono apparire scontate e la foto digitale stessa è il messaggio che il mondo social trasferisce declinandolo poi con i commenti che altri possono esprimere. Ma il fascino della cartolina attraversa intatto i lustri, non si può cancellare, al massimo perdere o dimenticare.

Chi le conserva sa di avere un pezzo di storia tra le mani, immagini di una Jesolo in cui la vacanza era davvero un tesoro da godersi per almeno quindici giorni, addirittura un mese. L’albergo diventava una dimora fissa e infatti le cartoline ne ritraggono gli aspetti più familiari. Non manca chi propone mostre ed esposizioni dedicate alle cartoline, qualche tabacchino ne ha ancora da spedire con tanto di francobollo. I Cd-Rom dovevano chiudere la produzione di carta, che invece è aumentata. Il vinile doveva scomparire, e invece il giradischi sta tornando. E il caro vecchio disco nero viene riscoperto per sonorità raffinate e impareggiabili. Chissà che anche le stamperie non tornino a produrre cartoline. Dal presente.

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Pubblicato da: Redazione il 9/08/2023

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