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All’inizio era “Spina Longa” per la forma a spina di pesce, poi è diventata Giudecca. Forse da “Giudei” e da una pietra con iscrizioni in ebraico, o da “zudegà” (giudicato) perché nel IX secolo era abitata dai nobili esiliati dalla Repubblica di ritorno a Venezia. C’è chi dice anche che ci si riferisca da alcune sostanze vegetali usate dai conciatori di pelle dette “zuec” e simili.

La più estesa isola veneziana, regala uno skyline di Venezia impareggiabile, anche perché è l’isola più vicina al cuore della città, da cui si divide con l’ampio e profondo Canale della Giudecca.

Formata da 8 isole è attraversata da una lunga fondamenta dove si alternano orti, giardini, cantieri e nuovi quartieri residenziali.

Per queste caratteristiche e per la tranquillità del luogo, nell’antichità sorsero qui ben 7 conventi, mentre le famiglie più ricche vi si stabilirono, in case sfarzose con giardini e orti curati. Questi posti, dopo la fine della Serenissima, divennero depositi, caserme, carceri, fabbriche e quartieri di operai.

Ma perché raggiungere la Giudecca? Prima di tutto per l’architettura, religiosa e civile.

La Chiesa delle Zitelle, ad esempio. Cinquecentesca e costruita su disegno di Palladio. L’edificio, insieme al vicino Convento, accoglieva le ragazze povere della città, dette zitelle. Qui ottenevano un’educazione, fino all’età da marito. Nei loro studi aveva molta importanza la musica, quindi l’acustica degli spazi interni è particolarmente curata.

E ancora la Chiesa di Sant’Eufemia, del 1371 come recita la lapide sulla porta, in stile veneto-bizantino. Più volte ristrutturata e modificata nel tempo, delle origini conserva  solo l’impianto basilicale, le colonne e i capitelli.

Dalla Giudecca poi ci si sposta in vaporetto all’isola di San Giorgio Maggiore, dove la chiesa omonima porta la firma del Palladio e conserva la pala dell’altare di Jacopo Tintoretto, una delle ultime opere del pittore. Qui, nel 1800 fu eletto Papa Pio VII, in quella sala del conclave che conserva un’opera di Vittore Carpaccio, San Giorgio che uccide il drago. L’Abbazia di San Giorgio Maggiore, demolita e ricostruita 5 volte prima di mostrare il volto attuale, è stata, per un millennio, un grande centro culturale e spirituale, mentre il convento ospita dal 1951 la Fondazione Giorgio Cini, celebre centro d’arte e di cultura.

Particolare la Casa dei Tre Oci, costruita nel 1913, momento di grande fermento nell’isola. Disegnata dall’artista Mario De Maria (Marius Pictor) in stile neogotico, è stata la casa-studio prima sua e poi del figlio, anch’esso pittore. Una curiosità: nel 1985 Dario Fo l’ha utilizzata come laboratorio per il suo Arlecchino.

Dal 2012 la Casa dei Tre Oci è uno spazio espositivo aperto al pubblico e campus culturale sui linguaggi del contemporaneo, con un occhio di riguardo per la fotografia. Qui si organizzano anche aperitivi fotografici. Un’occasione in più per visitarla: dal 6 settembre al gennaio 2019 la retrospettiva dedicata al grande fotografo francese Willy Ronis.

Tra calli e scalini 

Eden: il giardino segreto.

Nascosto dietro la prigione maschile della Giudecca e circondato da mura impenetrabili, il parco prende il nome da Frederic Eden che lo acquista nel 1880 e, insieme alla moglie Caroline Jekyll (cognome ripreso nel romanzo Dr. Jeckyll e Mr Hyde), trasforma l’ex orto del convento della Croce in un luogo paradisiaco, arricchendolo con ogni tipo di fiori, piante e alberi. 

Il giardino ospita i loro celebri amici come Henry James, Marcel Prous, Jean Cocteau, Francois Mauriac, Thomas Hardy, Rainer Maria Rilke, Eleonora Duse e Robert Browning.

Henry James lo descrisse nel suo famoso romanzo ‘il Carteggio Aspern’ e Gabriele D’Annunzio vi ambientò l’ultimo capitolo del suo libro “Il Fuoco”.

Passato alla principessa Aspasia di Grecia negli Anni Venti, è stato poi venduto all’architetto e pittore viennese Friedensreich Hundertwasser e, per suo volere, ancora oggi la natura fa il suo corso senza interventi di giardinaggio, in cerca di armonia.

Venice Secrets

Rimarrà aperta fino al 14 ottobre, “Venice Secrets, Crime & Justice”, una delle esposizioni che a Venezia offre le emozioni più intense immergendo i visitatori nella storia del sistema penale della Serenissima Repubblica. Il percorso espositivo, distribuito in 4 sezioni per 36 sale su un totale di 2.500 mq, è allestito nel gotico Palazzo Zaguri di campo San Maurizio, dimora che ospitò anche Giacomo Casanova per volere del suo amico e protettore dell’epoca, Pietro Antonio Zaguri. “Venice Secrets, Crime & Justice” propone il lato più oscuro, misterioso e crudele della storia di Venezia esponendo al pubblico decine di macchine di morte e tortura originali utilizzate per giustiziare migliaia di rei. Presente anche una fedele riproduzione della cella, con il vestito e altri reperti originali, di Giacomo Casanova e una spettacolare ricostruzione delle segrete della città di Narni, unico esempio in Italia delle carceri dell’Inquisizione con graffiti carichi di simboli alchemici e massonici. Il percorso espositivo è articolato in quattro sezioni: Giustizia e tortura, Carceri e carcerati, Il rito delle esecuzioni capitali, Inquisizione e Sant’Uffizio. 

Biglietto intero 16 euro, ridotto 12 euro, gratuito bambini sotto i 5 anni e accompagnatori di disabili non autosufficienti.

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Venezia dall’alto

Il Molino Stucky è stato costruito alla fine del 1800 dal finanziere Giovanni Stucky, assassinato nel 1910. L’impianto, aperto fino al 1955, a pieno regime offriva lavoro a 1500 operai e macinava 2500 quintali di farina al giorno. Il complesso neogotico comprendeva silos, magazzini, uffici e il pastificio. Dopo l’incendio durante un restauro (2003), nel 2007 apre l’hotel di lusso Hilton Molino Stucky Venice.

La chiesa del mese

La Chiesa del SS. Redentore

La Chiesa del SS. Redentore, progettata da Andrea Palladio nel 1577, nasce come tempio votivo al Cristo Redentore per la fine dell’epidemia di peste che ha colpito Venezia nel 1575. La prima pietra è posata a maggio, mentre nel luglio seguente si celebra la fine della pestilenza con una processione che raggiunge il cantiere dell’edificio. Da allora, il terzo sabato del mese di luglio di ogni anno, si festeggia la ricorrenza. Venezia e la Giudecca sono collegate da un ponte di barche per arrivare alla chiesa, meta della processione.

Capolavoro del Palladio, il tempio fu completato da Antonio da Ponte e oggi si mostra in tutto il suo splendore, con l’unica navata circondata da un colonnato, tre cappelle che si aprono su ogni lato e la cupola che sovrasta il presbiterio. Molte le opere d’arte qui custodite. 

Dietro al convento dei frati Cappuccini che gestiscono la chiesa, si trova l’antico orto del convento dove si coltivano ulivi, viti, ortaggi, erbe aromatiche e alberi da frutto. Nelle giornate tranquille, si può provare a chiedere di visitarlo, insieme all’antica farmacia. 

I 4 Must di Venezia:

All’interno dell’antico convento di SS. Cosma e Damiano, il Maestro Vetraio Stefano Morasso ha trovato la perfetta cornice per il suo studio artistico. Nato a Murano nel 1962, ha iniziato come apprendista nel 1978, per poi, nel 1980, aprire la propria attività con il padre Giacomo.

Nella suo personalissimo stile di lavorazione del vetro esprime un innato talento nel miscelare le diverse tonalità di colore e nell’utilizzare antiche tecniche per realizzare forme uniche e moderne.

Stefano Morasso Studio, SS. Cosma e Damiano Giudecca 621 www.muranoglassfineart.it 

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Must-do

Il Lido si riempie di stelle

La 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, organizzata dalla Biennale di Venezia e diretta da Alberto Barbera si terrà al Lido di Venezia dal 29 agosto all’8 settembre.
Film d’apertura sarà “First Man” diretto da Damien Chazelle (La La Land) e interpretato da Ryan Gosling, Jason Clarke e Claire Foy.
Fuori concorso, in prima mondiale, sarà proiettato “A Star is Born”, prima prova da regista di Bradly Cooper, anche interprete insieme a Lady Gaga, mentre il Leone d’Oro alla Carriera andrà alla splendida attrice Vanessa Redgrave.
5 le sezioni in cui sono suddivise le pellicole, a iniziare da Venezia 75, il concorso internazionale di lungometraggi in prima mondiale con, fuori concorso, alcune opere significative dell’anno. Orizzonti è dedicato a film rappresentativi di nuove tendenze, invece Classici ai restauri di film realizzati nel corso dell’ultimo anno. La sezione Sconfini, non competitiva, comprende una selezione di opere senza vincoli di genere, durata e destinazione.
Venice Virtual Reality presenta infine opere di VR Storie Immersive di qualsiasi durata e formato.

Must-have

Album fotografici, quaderni scultura, segnalibri, lampade, oggettistica realizzata su carta-cotone, attraverso la stampa a rilievo sono le splendide e originali opere create da Fernando Masone giunto a Venezia negli anni ’80. Il ceramista, designer e grafico, nel 1999 apre “CARTAVENEZIA” il suo negozio galleria dove ospita artisti che espongono i propri lavori su carta fatta a mano. Tra le opere, le carte libertine, in cui ritrae anche Giacomo Casanova. CARTAVENEZIA Calle Cosmo 620.

Must-eat

La Palanca

Tagliolini alle seppie nere, sarde in saor, antipasti di pesce, baccalà al forno ma anche sfiziosi cicchetti e altre specialità della cucina veneziana, con la cornice di uno splendido panorama su Venezia a La Palanca, aperto solo a colazione e a pranzo. Giudecca 448, Fondamenta Santa Eufemia @LaPalancaGiudecca

 

Trattoria Altanella

Filetto di San Pietro alla “Nane”, coda di rospo e gnocchi di patate al nero di seppia sono tra i piatti più celebri della trattoria Altanella, nata nel 1889.  Da non perdere il tipico fegato alla veneziana e, tra i dessert, il tradizionale Tiramisù da gustare nella veranda sull’acqua. Giudecca 268, Calle delle Erbe

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