La porta d’ingresso della città

JJ25_VENEZIA_piazza San Marco

di Rachele Callegari

Scendendo dal vaporetto e dirigendosi verso piazza San Marco, non è possibile non rimanere colpiti dall’imponenza delle Procuratie, che abbracciano su tre lati la piazza delimitandola nella zona antistante alla basilica di San Marco. Così chiamate perché anticamente erano la dimora dei procuratori di San Marco, sono divise in tre ali: le Procuratie Vecchie a nord, l’Ala Napoleonica ad ovest e le Procuratie Nuove a sud. 

Le Procuratie Vecchie si estendono per 152 m, dalla Torre dell’Orologio verso ovest, con un portico formato da cinquanta arcate, sovrastate da cento finestre poste sui due piani superiori. Sebbene caratterizzate da archi a tutto sesto, le aperture risultano molto leggere e ricordano le prime procuratie in stile veneto-bizantino, costruite nel XII secolo sotto il dogado di Sebastiano Ziani. Queste furono danneggiate dal fuoco a inizio XVI secolo e successivamente demolite per far posto alle nuove, terminate nel 1538 con il contributo di Jacopo Sansovino.

Poco dopo, nel 1583, venne iniziata la costruzione delle Procuratie Nuove, ad opera di Vincenzo Scamozzi. Sorte sull’area di alcuni precedenti edifici, vennero allineate con la Libreria Sansoviniana, di cui continuano infatti l’architettura. La loro edificazione terminò nel 1640 sotto la guida di Baldassarre Longhena. Durante il Regno d’Italia assunsero la funzione di Palazzo Reale, attribuzione che mantennero fino al 1946. Oggi ospitano parte del Museo Correr, il Museo del Risorgimento, il Museo Archeologico, la Direzione del Musei Civici e parte della Biblioteca Marciana, oltre al noto Caffè Florian.

L’ultima sezione delle Procuratie è il tratto che le chiude a ferro di cavallo. Sezione denominata Napoleonica perché fu Napoleone a volerne la costruzione, facendo abbattere la Chiesa di San Geminiano che si trovava in quell’area. Una delle chiese più antiche di Venezia, attestata già nel VI secolo, era stata rinnovata dal Sansovino, sepolto in una cappella adiacente insieme ai figli. Tra 1807 e 1810 tutto il complesso fu demolito su progetto dell’architetto Eugenio di Beauharnais, il quale voleva arricchire il Palazzo Reale con una sala da ballo che guardasse il “salotto più bello del mondo. Il progetto fu affidato a Giuseppe Maria Soli che riprese lo stile delle Procuratie Nuove; l’edificio fu completato nel 1922 durante l’Impero austriaco. 

Proprio dalle Procuratie ha preso avvio il progetto “Natale di luce 2021”: luminarie sono state installate lungo tutte le Procuratie e lungo Calle XXII marzo fino a Campo Santa Maria del Giglio, illuminando così la porta d’accesso a Venezia e le direttrici dello shopping nei sestieri di Santa Croce, Cannaregio, San Polo, Dorsoduro, San Marco e Castello. I giochi di luce faranno da guida all’interno della città, fra campi e campielli, alla scoperta delle botteghe di artigianato veneziano e di tutte le attività commerciali. Le luci resteranno accese fino al 1° marzo 2022, ultimo giorno di Carnevale.

Lo sapevi che …

In occasione del Natale 2018 è stato inaugurato a Murano un albero realizzato interamente in vetro soffiato, alto più di 8 m e composto da oltre 1000 tubi policromi Ancora oggi è possibile ammirare l’opera del maestro vetraio Simone Cenedese.

Alla scoperta di Venezia attraverso i nostri 5 sensi

JJ25_VISTA_ Mercatini a campo Santo Stefano
Vista

MERCATINI A CAMPO SANTO STEFANO
Nelle settimane di Avvento e poi nel periodo delle feste natalizie, campo Santo Stefano si trasforma in un villaggio di Natale. Trenta casette di legno popolano la piazza e artigiani e produttori di generi alimentari vendono i loro prodotti in un’atmosfera quasi fiabesca data dalla cornice dei palazzi veneziani che si stagliano alle spalle del mercatino. Patrocinato dall’Associazione Artigiani, è addobbato con decorazioni in vetro di Murano, maschere di carnevale e specialità dell’artigianato veneziano. È sicuramente il principale mercatino della città e non offre solo artigianato ed enogastronomia: vengono infatti organizzati eventi musicali e laboratori per i bambini di tutte le età, oltre alla presenza di una pista di pattinaggio sul ghiaccio. L’atmosfera festosa è accentuata da musicisti e artisti di ogni sorta che intrattengono il pubblico ad ogni ora. Situata nel sestiere di Dorsoduro, la piazza è il luogo ideale in cui veneziani e turisti si incontrano mescolandosi.

JJ25_UDITO_La Cappella Marciana
Udito

LA CAPPELLA MARCIANA
Si tratta di una delle più antiche istituzioni musicali ancora oggi operante, facente capo ad una tradizione di grandi compositori a partire dai Cantores Sancti Marci, attestati fin dagli inizi del XIV secolo. La Cappella Marciana altro non è che una grande officina musicale che con la sua enorme mole di liturgie rappresenta un unicum a livello mondiale.

Dopo la consacrazione della Basilica di San Marco nel 1094, la prima attestazione di attività musicale si ha nel 1316. Oltre settecento anni di attività musicale che hanno visto la successione di importanti maestri di cappella, fino all’attuale, Marco Gemmani, che guida la Cappella della Basilica dal 2000. Proprio dalla fine del XIX, i maestri hanno iniziato un’opera di recupero del patrimonio più antico, per mantenere in vita l’enorme tesoro musicale formatosi nel tempo. Uno degli ultimi progetti, in vista del Natale, è stato la pubblicazione di “Christmas Mass in St. Mark 1685”, nominato agli International Classical Music Awards 2022. 

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Gusto

PINZA 
La notte della vigilia dell’Epifania è meglio conosciuta in Veneto come la notte del “Panevìn”. Tradizione vuole che vengano preparate cataste di rami secchi, canne di granoturco e sterpaglie, messe insieme a formare una struttura piramidale. Successivamente, le cataste vengono bruciate e a seconda dell’andamento delle faville si formula un pronostico sull’anno appena iniziato. Il Panevìn si conclude con la consumazione della pinza cotta sotto la cenere come descritto in un’antica ricetta: “Con la farina di granoturco, sopra la quale si versa dell’acqua bollente: quando si è un po’ raffreddata si aggiunge farina di frumento, s’impasta il tutto e poi avvolta in foglie di cavoli verzotti si cucina su l’ariola coprendola con la cenere”. Altro non è che un dolce a base di farina, uvetta e pinoli, che assume in questo rito lo stesso significato che un tempo aveva lo scambio del pane fra la povera gente delle campagne. E non c’è pinza che si rispetti senza un bicchiere di vin brulè.

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Olfatto

UNA LIBRERIA UNICA AL MONDO
Non distante da San Marco e dal ponte di Rialto, in Calle Longa Santa Formosa nel sestiere di Castello, troviamo la Libreria Acqua Alta. La sua particolarità è il fatto che i libri non sono posti, come di norma, all’interno di mensole o scaffali, ma sono riposti in arredi alternativi, come vasche da bagno o gondole, proprio per proteggerli dal fenomeno dell’acqua alta che ciclicamente colpisce la zona di San Marco. I titoli che si possono trovare sono prevalentemente di seconda mano o fuori catalogo: la bellezza di questa libreria sta anche nel profumo di pagine stampate anni e anni fa che colpisce chiunque vi entri. Non solo libri più e meno antichi, usati e non, la libreria vende infatti anche vinili e oggettistica di vario genere. I libri inoltre sono stati trasformati in veri oggetti d’arredamento: famosa la scalinata formata da vecchie enciclopedie sopra la quale è d’obbligo salire per scattarsi una fotografia. A completare il quadro, già caratteristico di per sé, ci pensano i numerosi gatti che dormicchiano tra i libri accatastati.

JJ25_TATTO_Campo San Polo
Tatto

CAMPO SAN POLO
Campo San Polo è il secondo più grande campo di Venezia, primato che spetta, ovviamente, a piazza San Marco. Deve il suo nome alla chiesa di San Polo che sorge tuttora in un angolo della piazza. In origine, l’area era stata adibita a zona coltivabile e atta al pascolo degli animali; nel 1493 venne tuttavia interamente pavimentata e il luogo divenne un centro di mercati e fiere. Assunse sempre più importanza, tanto che, nel corso del Seicento, divenne la sede dei mercatini dei poveri, precedentemente situati a San Marco. Ottenne così un’identità quasi esclusivamente ludica, di svago: vi si svolgevano feste pubbliche e giochi, spesso molto caotici e violenti. La situazione giunse al culmine nel 1611, quando vennero vietati tutti i giochi e la vendita di mercanzie, come testimoniato da una targa ancora oggi visibile su uno dei muri della chiesa.

Ogni anno, in occasione del Natale, il campo ospita una grande pista di pattinaggio sul ghiaccio che rimane aperta fino a marzo. Completa l’atmosfera natalizia una grande giostra a cavalli presente nelle vicinanze.

Lo sapevi che… 

In occasione del Natale 2018 è stato inaugurato a Murano un albero realizzato interamente in vetro soffiato, alto più di 8 m e composto da oltre 1000 tubi policromi Ancora oggi è possibile ammirare l’opera del maestro vetraio Simone Cenedese.

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