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Classica o rivisitata a Natale non può mancare

Esiste quella bolognese, dal sapore aspro, usata come ripieno della pinza, quella dolce carpigiana, la cremonese, con frutta e olio essenziale di senape, la forlivese, la mantovana, con la mela campanina dal gusto dolce-acidulo, la piemontese, detta anche “cougnà, preparata con il mosto d’uva, la toscana, la calabrese, la pugliese, la siciliana, e quelle che noi più conosciamo, la veneta e la vicentina, a base di mele cotogne. Ogni regione ha le sue mostarde, profumate, speziate, saporite. Una base comune di conserve di frutta unite poi a diversi ingredienti, dallo zucchero al miele, al mosto e alla senape. La storia della mostarda inizia nel Cinquecento, quando le famiglie contadine italiane la preparavano per conservare la frutta più a lungo, con uno scopo puramente funzionale. Solo successivamente sarà preparata per gustarne il particolarissimo sapore, dalle note piccanti e dolci allo stesso tempo. In cucina la mostarda accompagna alcuni prodotti tipici regionali, in particolare il bollito, i formaggi e i salumi. Non manca però l’abbinamento con numerosi piatti dolci e salati, dai più tradizionali a quelli più insoliti. Nel periodo natalizio la troviamo a fianco al mascarpone per esaltare il gusto del pandoro. Vuoi provare a preparare la mostarda in casa? Non è difficile! Ti basterà procurarti frutta, zucchero, senape e acqua. Sbuccia la frutta e tagliarla a pezzetti di media grandezza, aggiungi lo zucchero e ricoprirla totalmente e poi lascia riposare per ventiquattro ore.
Il succo che si forma va messo a bollire e poi versato nuovamente sui pezzi di frutta. Questo processo va ripetuto per altre tre volte, sempre lasciando a riposo per ventiquattro ore. A questo punto bisognerà aggiungervi la senape, o solamente l’aroma oppure i semi. Per finire, lascia raffreddare e poi invasa. E, una volta pronta, via libera alla creatività!

Curiosità

Spesso, soprattutto all’estero, la mostarda viene confusa con la senape a causa di un fraintendimento linguistico: in Francia e in Gran Bretagna, infatti, la senape viene chiamata con un termine molto simile a mostarda (“moutarde” in francese e “mustard” in inglese, entrambi derivanti dal latino “mustum ardens”, letteralmente “mosto che arde”) e questo genera, ancora oggi, diversi equivoci.

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