Intervista a Giovanni “Neri” Antoniazzi
“Jesolo, da paesino di campagna a città turistica di fama internazionale”
di Alessio Conforti
Ha voluto rendere omaggio alla città natale del padre creando un Residence proprio nel posto in cui, un tempo, sorgeva il celebre capannone punto di riferimento per la vendita di gelati a Jesolo. Giovanni Antoniazzi, conosciuto da tutti come “Neri”, ci racconta l’evoluzione del suo mestiere, ma anche di come è cambiata la città. Classe 1938, 87 anni, origini che affondano tra Portogruaro e la Sardegna, ma natio di Jesolo, ricorda ancora bene com’era la città, dall’immediato secondo dopoguerra, passando per il boom economico degli anni ‘60 e fino agli anni 2000. La sua è una storia che inizia da lontano, quando l’operatività iniziava ai tempi delle prime esperienze scolastiche. Era da lì che oltre a imparare un mestiere si partiva con una vera e propria scuola di vita.
Quando ha iniziato a lavorare a Jesolo?
Avevo 11 anni e da poco finito le scuole elementari. I soldi erano pochi e bisognava diventare adulti in fretta per aiutare a casa. Cosi iniziai a lavorare come meccanico, prima sulle biciclette e, una volta più grande, sulle moto e automobili. Poi, arrivato a vent’anni e fresco di patente, iniziai a lavorare nel settore dei gelati come venditore. Ci si alzava molto presto al mattino, ma non si sapeva mai a che ora si tornava a casa la sera, erano gli anni in cui si ricostruiva l’Italia…
Che città era a quei tempi?
Un piccolo paese che, finita la guerra, viveva con grande ottimismo le opportunità date dal crescente benessere e dal turismo che, pian piano, si affermava come una vera e propria industria. Ho avuto la fortuna di vivere Jesolo durante gli anni del boom economico e l’ho vista passare da paesino di campagna a città turistica di fama internazionale. Un passaggio fatto anno dopo anno: oggi siamo in pochi, riavvolgendo il nastro, a ricordare tanti posti tra Lido e Paese, oggi fortemente riammodernati.
Quanti gelati avrà venduto nella sua vita?
Tanti quante tutte le stelle dell’universo…ci mettiamo a contarle?
Com’è cambiato il settore commerciale nel tempo?
Una volta era tutto più semplice e c’era poca burocrazia. Poi, nel tempo, complice anche la crescente concorrenza, le cose sono cambiate e per stare un passo avanti agli altri si è sempre investito nel costante miglioramento e nella professionalità. Ho sempre pensato che un’azienda non deve mai essere statica ma in costante evoluzione e questa idea negli anni mi ha dato ragione.
Qual è il ricordo a cui maggiormente resta legato?
Era il 1974 e, dopo tanti sacrifici, aprivo le porte del capannone dove, per gli anni a venire, avrei portato avanti la mia azienda. Una grande gioia, perchè è stato il compimento di un’ambizione. E’ iniziata una storia di cui vado ovviamente orgoglioso e che mi ha accompagnato per buona parte della vita.
Come si è evoluto nel tempo il turismo a Jesolo?
Agli inizi i turisti, sopratutto italiani e tedeschi, arrivavano con le macchine cariche di tutto perché i servizi erano pochi. Poi col passare degli anni, Jesolo è cresciuta fornendo sempre più scelte al turista, che col tempo si è diversificato tanto. Oggi arrivano da tutta Europa e dal mondo. Anche per questo, nel 2021, ho deciso di intraprendere una nuova strada e, al posto del capannone è sorto il Residence Florinas… cosa posso dire, non riesco a stare fermo!
Perchè Florinas?
E’ un piccolo paesino nel nord della Sardegna, la terra natale di mio padre, che non ho mai conosciuto a causa della guerra e a cui ho voluto rendere omaggio. Ed è anche un ringraziamento alla comunità dei cittadini florinesi, gente dal cuore grande, che mi hanno voluto come loro cittadino onorario quando sono venuti in visita ufficiale a Jesolo a inaugurare il Residence.
Pubblicato da: Redazione il 2/12/2025

