di Giovanni Cagnassi
La Jesolo by night nasce alle fine degli anni Cinquanta. Da allora la movida della località balneare è arrivata a contare fino a 26 locali notturni. Era la fine degli anni ’90 e Jesolo toccò l’apice del divertimento mondano. Seguì il lento declino, frutto dei tempi cambiati e dei nuovi i costumi del mondo giovanile, confuso dalla nascita dei discobar e pub vari che hanno polverizzato i grandi locali che già avevano archiviato le antiche balere. La prima discoteca di Jesolo era in realtà un locale da ballo aperto nel 1955 in zona piazza Brescia. Era più che altro quella che si definiva appunto una “balera” e si chiamava Harlekin, senza poi dimenticare l’ormai mitica Capannina sede anche di alcune scene del famoso film “Signore e Signori”. Per parlare di discoteca vera e propria dobbiamo aspettare qualche anno, agli inizi degli anni ’60. Ecco quindi “Cerchio Verde”, tra le piazze Milano e Torino e il Muretto nel 1961, quando Vasco Bettin sbarcò al lido dalla vicina Padova. Il King’s apre nel 1969 e sarà lanciato da Gianni Gobbo nel firmamento dei brand internazionali. Seguiranno la Villa nel 1971, creazione di Renato Giachetto. Il Matilda, nel 1983, apre una nuova era sul mondo della notte che poi culminerà nel Movida, in Pineta, discoteca mito ideata da Vasco Rigoni. Il Cuba Libre di Luciano Pareschi porterà nei ’90 la rivoluzione dei discobar sul litorale. Jesolo ospitò nel tempo nomi quali Mina e Celentano nei suoi locali, la principessa Stephanie di Monaco, ma anche Ray Charles o Vasco Rossi e tanti altri personaggi del jet set internazionale. Oggi resistono Muretto, King ‘s e Hierbas, Vanilla Club, Marina Club. Gli ultimi irriducibili locali della notte che ancora sono meta del divertimento.
Pubblicato da: Redazione il 14/07/2025
