di Martina B. Tagliapietra

 

Tutte le città sono divise in quartieri sebbene molto spesso questi non siano quattro. C’è, però, un’isola dell’adriatico, tanto pragmatica quanto abituata a fare eccezioni che è divisa in sestieri; Venezia per un gioco di equilibrio tutt’altro che casuale è divisa in sei parti. In ogni numero, da qui a settembre, vi raccontiamo la storia, gli aneddoti, i luoghi e le meraviglie di ognuno dei suoi sei sestieri.

 

Chi legge sarà forse salito su una gondola veneziana. Il suo scivolare sull’acqua è il modo più autentico per osservare la città e non solo perché la gondola a Venezia può andare ovunque ma anche e soprattutto perché questa imbarcazione conosce l’isola come le sue tasche, o meglio, come la sua prua. Il suo inconfondibile ferro racconta Venezia condensando la storia in una simbologia nascosta. Verso la fine del XII secolo la Serenissima divise la città in sei parti e diede loro, oltre al nome di sestiere, un caposestiere, un’amministrazione politica e perfino una numerazione civica autonoma. Tutto si piegava ad esigenze concrete: censire i cittadini, riscuotere le tasse e gestire l’ordine pubblico in maniera capillare. La Repubblica, efficiente e con un economico senso della misura non lascia al caso nemmeno il numero: i sestieri sono sei. Tre da una parte e tre dall’altra del Canal Grande che, spina dorsale dell’isola, la taglia a metà. La simmetria garantiva che nessuna delle due parti avesse troppo peso politico e la scelta del numero oltre ad adattarsi bene ai consigli cittadini dell’epoca, rifletteva il sistema algebrico medievale che vedeva nel sei, divisibile per due e per tre, un’armonia e una praticità superiore. Così la tipica forma a “S” del ferro di prua riproduce le sembianze del Canal Grande, i sei denti anteriori sono – in ordine – San Marco, San Polo, Santa Croce, Castello, Dorsoduro e Cannaregio, dall’altro lato la Giudecca e, al suo apice, la sagoma del cappello del doge che disegna un ponte (quello di Rialto) proprio sopra la barretta più alta.

Ma non si pensi che i veneziani possano aver progettato il ferro di prua solo come mero orpello estetico. Ancora una volta esso ha ragioni e scopi calcolati: nella dinamica della barca bilancia il peso del gondoliere. Così in un gioco di equilibrio e di economia delle forze l’uno rema a poppa e l’altro a prua, con la sua simbologia nascosta, conosce la strada, conosce Venezia. Con la sua gondola, l’isola porta in punta di barca quella che non è solo una sistemazione arbitraria, giuridica e topologica ma molto di più, è il marchio della mentalità veneziana, pragmatica e risolutiva, rigorosa ed efficace, oculata e precisa. Venezia va pensata innanzitutto così.

 

Il nostro augurio per questo itinerario da percorrere insieme durante l’estate è proprio quello di riuscire a guardare le cose da dentro, o – nel nostro piccolo – guardare Venezia dalla giusta angolazione. S’intende quindi, dalla prospettiva di una gondola, scrutando dal pelo dell’acqua le sue meraviglie emerse e le sue fondamenta immerse, le sue ragioni sottese e le sue bellezze esposte.

Dentro i sestieri

SAN MARCO

San Marco è il cuore pulsante della città: arrivando a Venezia in battello la sua vista, in prima linea lascia già tutti senza fiato. Questo sestiere che un tempo ospitava il centro del potere storico e religioso della repubblica, mantiene tuttora quell’atmosfera monumentale e lussuosa che rende Venezia nota in tutto il mondo. Se passate di qui ci sono ovviamente delle tappe obbligate: la Basilica di San Marco, l’omonima Piazza con le sue caffetterie, il Palazzo Ducale, il Ponte dei Sospiri e la Biblioteca Marciana.

CASTELLO 

Se c’è un luogo, a Venezia, che è rimasto autentico e residenziale è il sestiere di Castello. Allontanandosi da San Marco piano piano l’atmosfera si fa sempre più tranquilla e verace tanto da sembrare quasi un’altra isola, quella della vita quotidiana di chi vive la città come casa propria. Lontano dal caos, dai commerci e dal turismo, questo sestiere pur essendo il più esteso è l’unico a non affacciarsi sul Canal Grande. Non mancano però anche qui delle attrazioni da non perdere come l’Arsenale e i Giardini della Biennale.

CANNAREGIO E SANTA CROCE

Cannaregio, situato a nord dell’isola con la stazione di Santa Lucia è il luogo che accoglie chi arriva dalla terraferma. Oltre ad ospitare il Ghetto ebraico e la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, è una zona popolare, ricca di bacari e canali pittoreschi. Santa Croce è un’altra zona collegata alla terraferma e l’unica dove transitano le macchine (Piazzale Roma). La sua caratteristica come zona di passaggio spesso fa dimenticare i suoi angoli più belli, ospita infatti il Fondaco dei Turchi e Ca’ Pesaro.

DORSODURO E SAN POLO 

Dorsoduro è la sede dell’Università, con aule e biblioteche nascoste e sparse negli angoli meno noti. Oltre alla sede di Ca’ Foscari, il sestiere ospita anche la Collezione Peggy Guggenheim, le Gallerie dell’Accademia e la Basilica della Salute.San Polo, tanto piccolo quanto vivace, è il cuore della città non solo perché situato al centro ma anche perché ospita la vera anima commerciale veneziana: qui si trova il Ponte di Rialto con il secolare Mercato, luogo storico di mercanti.

CURIOSITÀ…

I sestieri di Venezia hanno confini flessibili: alcune calli e campi cambiano “sestiere” a seconda delle mappe storiche, delle necessità amministrative e delle variazioni urbanistiche nel tempo.

Senza titolo-1

Pubblicato da: Redazione il 27/03/2026

TOP

>> Sfoglia l’ultimo numero!

Clicca sulla copertina
e scopri tutto ciò che c’è di bello
a Jesolo e nelle vicinanze.