BELLUNO | Le Cinque Torri 

Dopo che i riflettori si sono spenti sulle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, resta immutato il fascino delle montagne simbolo di Cortina d’Ampezzo: le Cinque Torri. Emblema delle Dolomiti, queste vette che sorgono accanto al Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo garantiscono la tutela di un ecosistema selvaggio, dove la natura incontaminata e la biodiversità regnano sovrane. Ma al di là di Cortina d’Ampezzo c’è un territorio sorprendente. A Belluno e in Valbelluna la natura si manifesta in tutta la sua potenza tra canyon, grotte e cascate: da Brent de l’Art alle Cascate di Cornolade, passando per il silenzioso Bus del Buson, la Cascata della Soffia e i Cadini del Brenton. Aree meno note ma straordinarie per fare escursioni tra panorami spettacolari e anfratti nascosti del Veneto.

VERONA | Soave

Riconosciuto come il ‘Borgo dei borghi 2022’, Soave rappresenta la destinazione ideale per calarsi un’intera giornata tra paesaggi medievali e collinari. A colpire nell’immediato è il castello scaligero che domina il borgo dall’alto con le sue mura merlate del 1369 che racchiudono il centro storico tra Porta Verona, via Roma, il Palazzo di Giustizia, il Palazzo del Capitano e il Duomo di San Lorenzo. Dai camminamenti del castello si gode un ampio panorama sui vigneti circostanti, riconosciuti dalla FAO come patrimonio agricolo mondiale. Qui vengono prodotti i famosi vini Soave DOC e Recioto, frutto di una tradizione vitivinicola secolare. Nei dintorni si possono percorrere il Percorso dei Dieci Capitelli, la Vecia Via della Lana o seguire la Strada del Vino tra cantine e agriturismi.

VICENZA | Monte Pasubio

Il Monte Pasubio è una delle mete più spettacolari del Veneto per chi ama trekking, panorami incantevoli e storia della Grande Guerra. Qui ci sono due attrazioni assolutamente da non perdere: il Ponte Tibetano AVIS e la Strada delle 52 gallerie. Il ponte è lungo 105 metri e sospeso a 35 metri d’altezza. Costruito nel 2016 lungo la Strada del Re per superare un tratto franoso, si raggiunge dal Passo Pian delle Fugazze ed è spesso abbinato alla visita all’Ossario del Pasubio. La Strada delle 52 Gallerie è invece un capolavoro di ingegneria militare: 6,3 km scavati nella roccia nel 1917 per rifornire le truppe al riparo dal fuoco nemico. Parte da Passo Xomo e sale fino al Rifugio Achille Papa (1928 m). Il percorso è di media difficoltà, richiede torcia e scarponi e regala viste stupende sulle Piccole Dolomiti.

PADOVA | Arquà Petrarca

Passeggiando tra i vicoli di pietra e il silenzio degli uliveti di Arquà Petrarca si ha l’immediata sensazione che il tempo si sia fermato ad un’altra epoca. Inserito nel circuito dei borghi più belli d’Italia, questo gioiello medievale ha accolto gli ultimi anni di vita Francesco Petrarca. Le tappe imprescindibili sono proprio la casa dove il sommo poeta visse dal 1370 al 1374 -che conserva ancora preziosi affreschi- e la sua tomba nel sagrato della chiesa di Santa Maria Assunta. Passeggiando tra Borgo Alto e Borgo Basso si incontrano Palazzo Contarini e la Loggia dei Vicari. Nei dintorni meritano una visita il Lago della Costa, sito UNESCO dell’età del Bronzo, e i sentieri del Parco dei Colli Euganei. Da provare il famoso Brodo di Giuggiole, l’olio extravergine e i vini locali. 

ROVIGO | Badia Polesine

Tra i paesaggi silenziosi del Polesine si trova Badia Polesine, un piccolo comune pieno zeppo di storia e arte. Fulcro del paese è l’Abbazia della Vangadizza, fondata nel X secolo, di cui oggi restano il chiostro, l’abside e il campanile pendente, depositari di antiche memorie e dei sarcofagi di Alberto Azzo II d’Este e della moglie Cunegonda. Nel centro c’è il Teatro Sociale “E. Balzan” -soprannominato la “Piccola Fenice” grazie alle sue decorazioni dorate- che ospita mostre d’arte. La chiesa arcipretale di San Giovanni Battista suscita ammirazione con cantoria e organo finemente intagliati, mentre il palazzo comunale e la torre campanaria raccontano la vita civica della città. Da non perdere Palazzo Estense e il Mercato Coperto, esempi di architettura storica e cultura locale.

TREVISO | Follina

Sembra uscita da una favola antica. Follina è un vero gioiello della provincia di Treviso posizionato lungo la Strada del Prosecco e tra le colline Patrimonio UNESCO di Conegliano e Valdobbiadene. Fortuna e identità di Follina sono indissolubilmente legate all’acqua: i torrenti che bagnano il territorio hanno alimentato per secoli mulini, segherie e, soprattutto, i folli (da cui il nome del paese), macchine fondamentali per la lavorazione della lana introdotta dai monaci cistercensi. Già nel Settecento il borgo competeva con le grandi produzioni europee, come testimonia il Palazzo Barberis Rusca. Passeggiando per Follina si scoprono l’Abbazia Cistercense con il suo bellissimo chiostro, architetture di pregio e percorsi enogastronomici appositi per gustare il Prosecco DOCG.

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