JJ6_scoperte incantevoli_jesolo_cortellazzo_Bilance da pesca

di Giovanni Cagnassi

Fanno parte della cultura e della storia locale, in una realtà fortemente legata ad antiche tradizioni ittiche e marittime. Le bilance da pesca, note come “bilancioni”, sono complessivamente oltre una ventina nel basso corso del Piave, fiume sacro alla Patria. Quasi tutte di proprietà privata, insistono nella zona golenale. Lo loro storia inizia nel ‘700 e si tramanda di padre in figlio. La curiosità, tra i turisti, regna sovrana e in molti si chiedono quale siano le caratteristiche di queste strutture.

Possono essere a due alberi, ovvero collocate su un’unica sponda, o a quattro alberi per raggiungere tutte e due le sponde. Un tempo erano azionate meccanicamente, oggi invece sono controllate con telecomandi e sistemi elettronici. Ma l’obiettivo e il principio è sempre lo stesso: quello rappresentato dal mondo della pesca.

Una nobile arte e al contempo un momento di festa per chi vi assiste e vede guizzare nella grande rete tante tipologie ittiche: carpe, tinche, cefali, ma anche branzini e orate quando il cuneo salino è particolarmente profondo. A volte si trovano enormi siluri, poi anguille e altri pesci rari che arrivano da monte con le correnti. 

La bilancia vera e propria è la rete con gli alberi, mentre il capanno, che è tradizionalmente in legno e canna palustre, è il luogo in cui pescatori e amici si ritrovano, ormai da decenni. Secondo le attuali leggi sulla sicurezza idraulica, tutte le bilance allo scadere della concessione devono essere innalzate sopra l’argine.

La competenza è del Genio Civile, che rilascia le concessioni nello spazio acqueo. Per detenere un bilancione è infatti necessaria la licenza di pesca. Il tema ha da sempre affascinato le popolazioni locali, tanto che un urbanista di San Donà di Piave, Albino Zangrando, ha compilato persino una tesi di laurea proprio sul tema, raccontandone la storia e le innovazioni.

Nel tempo le bilance hanno mantenuta intatta la loro specificità. Sono nate come strumento di lavoro dei pescatori e al giorno d’oggi sono diventate spesso un luogo di ritrovo, dove si assaporano ancora i tempi antichi. Un luogo incantevole che distingue il territorio, rappresentandone al contempo un interesse turistico e storico che merita di essere approfondito. 

TOP
JJ31

>> Sfoglia l’ultimo numero!

Clicca sulla copertina
e scopri tutto ciò che c’è di bello
a Jesolo e nelle vicinanze.