Intervista a Dino Abbrescia

Un attore legato alla vecchia comicità all’italiana

di Alessio Conforti

E’ uno dei volti più noti dello spettacolo di casa nostra, ma è anche un attore che nel corso degli anni ha dato prova della sua grande professionalità in serie tv, film al cinema e opere teatrali. Dino Abbrescia fa parte del cast di“Perfetti Sconosciuti”, opera che sta riscuotendo un enorme successo. Lo abbiamo incontrato al Russolo di Portogruaro nell’ambito della consueta stagione teatrale. L’artista sta girando nei teatri di tutto il Bel Paese.

 

Dino, come definiresti “Perfetti Sconosciuti”?

E’ una commedia sull’amicizia, sulle verità nascoste e sui rapporti interpersonali. Un’opera che fa riflettere sul fatto che a volte ti trovi vicino a una persona per anni e poi ti accorgi che non la conoscevi per niente. Ti rendi quindi conto di essere un “perfetto sconosciuto”.

 

Uno spettacolo con un grande cast…

Paolo Genovese ha voluto mettere insieme persone che avessero alle spalle una storia teatrale, ma anche di cinema e televisione. La forza di questo spettacolo è effettivamente il cast: siamo tutti amici, ci stimiamo e non ci sono arrivismi o competizioni.

 

I film al cinema sono quelli che ti hanno visto, fino ad ora, maggiormente impegnato. Ma sappiamo che hai la passione per il teatro…

Si. Perchè è proprio da lì che ho iniziato: a Milano e a Napoli. Poi l’ho un po’ abbandonato perchè mi sono occupato dell’audiovisivo tra cinema, corti e serie tv. 

 

Parafrasando il calcio, cosa ti danno quei 90 minuti?

Quell’ora e mezza in cui si spengono le luci e si apre il sipario è una magia che un film non ha. A teatro non c’è montaggio, è un’esperienza più viva rispetto al cinema e la gente sta tornando ad apprezzare questi aspetti. Basti pensare al nostro spettacolo, riproposto per il terzo anno e sempre sold out. 

 

Un augurio che fai al mondo del teatro?

Sarebbe bello che tornassero un po’ di classici. Come per esempio le opere di Pirandello o Shakespeare. 

 

Nella tua carriera cosa ti ha ispirato?

La vecchia commedia all’italiana, di attori che al giorno d’oggi non ci sono più.

 

Un collega o una collega a cui sei particolarmente legato?

Ne dico una: mia moglie, con cui ho fatto film e regia.

 

Il 2025 si è aperto per te, al cinema, con “10 giorni con i suoi”. Che esperienza è stata nella “tua” Puglia?

Con Alessandro Genovese ho già fatto due film, questo era il terzo. E’ stato bello tornare a casa e girare in Salento, anche se io sono nativo di Bari. La storia si prestava particolarmente: venivamo da un successo ed eravamo tutti un po’ tesi nel continuare a portare avanti questo nuovo capitolo della saga. Ma la Puglia è una terra talmente calorosa che mette a suo agio chiunque. Siamo riusciti a ottenere un grandissimo risultato.

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Pubblicato da: Redazione il 14/04/2025

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