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Provincia di Venezia, 61 minuti da Jesolo, 68 km

Un tuffo nello sfarzo della nobiltà veneziana

di Rachele Callegari

La Riviera del Brenta è il territorio che si estende lungo le rive del Naviglio del Brenta e comprende al suo interno diversi comuni, fra i quali si ricordano soprattutto Stra e Mira. La zona ha un importante rilievo storico-artistico perché è occupata da moltissime ville risalenti al periodo della Serenissima, costruite dalle più importanti famiglie aristocratiche dell’epoca come segno del loro prestigio. 

Quando la Repubblica di Venezia decise di estendere i suoi domini anche alla terraferma, i nobili videro nell’acquisizione di terreni e latifondi un modo per espandere e consolidare il proprio potere: simbolo di quest’iniziativa divenne la villa veneta, che univa un’immagine di grandiosità e sfarzo agli ambienti necessari per la gestione delle tenute. Dopo un periodo iniziale però, le ville cominciarono ad essere quasi unicamente uno status symbol: persero il loro carattere rustico per diventare residenze estive dove i nobili potevano sfuggire alla calura veneziana. Si arricchirono di rigogliosi giardini, giochi d’acqua, fiori e piante lussureggianti e anche gli interni divennero sempre più sfarzosi e imponenti. 

Nel corso del XVI secolo, grazie all’influsso dell’architetto Andrea Palladio, prese piede una tipologia di villa particolare, detta appunto palladiana; le ventiquattro ville che rispondo a questa definizione sono oggi Patrimonio dell’UNESCO. La maggior parte delle ville è di proprietà privata e non visitabile; fra quelle aperte al pubblico spiccano Villa Pisani e Villa Foscarini Rossi a Stra, Villa Widmann a Mira e Villa Foscari a Fusina.

Villa Pisani

La Regina delle ville venete

Fra le ville della Riviera, Villa Pisani è la più imponente: costruita tra 1736 e 1756 per commemorare l’elezione a doge di Alvise Pisani, avvenuta nel 1735, la maestosa villa ha ospitato nelle sue stanze ospiti illustri come dogi, re e imperatori. A seguito della caduta della Serenissima, è passata nelle mani di diversi proprietari, fino ad essere acquistata da Napoleone nel 1807, che la regalò al figliastro Eugenio Beauharnais. Dal 1884 non è più stata abitata ed è divenuta un museo.

Vanta al suo interno centoquattordici stanze, trenta delle quali, le uniche accessibili al pubblico, contengono affreschi e arredi originali. Fra le più imponenti, la Sala del trionfo di Bacco, la Sala della villeggiatura, ma soprattutto la Sala da ballo, posta al centro dell’edificio. Fu Giambattista Tiepolo ad affrescarne il soffitto, raffigurandovi la Gloria della famiglia Pisani, una composizione allegorica in cui le figure sembrano fluttuare in un cielo rosato. Di epoca più recente è l’appartamento napoleonico, ricco di tesori appartenuti all’imperatore, come il famoso letto a baldacchino sormontato dalle sue iniziali.

All’esterno della villa sorge l’ampio parco: realizzato su progetto dell’architetto padovano Girolamo Frigimelica de’ Roberti, copre un’area di undici ettari ed è articolato in diverse zone. All’epoca settecentesca risalgono il famoso labirinto, l’esedra con due gallerie di glicine e l’area delle scuderie; successive le serre tropicali e l’ampia vasca acquea che occupa il centro del giardino.

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