Faro, porto e campeggio: tre assi di storia e modernità

di Giovanni Cagnassi

 

E’ uno dei simboli del litorale, icona immutabile nel tempo. Il faro sovrasta il lido ovest, tra la foce del Sile, il mare e la laguna. Eretto alla fine del 1800 e alto 48 metri, si vede a 18 miglia di distanza come punto di riferimento di eccellenza. Il faro di Piave Vecchia, distrutto nella seconda guerra mondiale, fu ricostruito nel 1949 e terminato nel 1951 dal Genio Civile di Venezia. Le sue caratteristiche fasce bicolori sono diventate, anche dal punto di vista turistico, un motivo di richiamo. La spiaggia antistante alla fine degli anni ’50, ha accolto i primi campeggiatori con le caratteristiche tende a “spiovente”. Qualche anno prima, invece, hanno iniziato ad attraccare le modeste imbarcazioni nella zona. Erano gli antesignani dei futuri camping International e Porto Turistico di Jesolo, quest’ultimo divenuto negli anni approdo dei diportisti in accompagnamento alla crescita turistica della città. Si è consolidato negli anni ’60, riferimento per i natanti tra le ampie foci dei fiumi, Sile e Piave. E proprio attorno ai rudimentali attracchi sono nate tutte le infrastrutture portuali per accogliere le imbarcazioni dei turisti. Quanto al camping, dalle essenziali tende dei pionieri tedeschi e austriaci, in prevalenza, siamo giunti ai primi anni ’80 quando la società partecipata Jesolo Turismo Spa ha preso le redini della struttura open air oggi prima in Europa secondo le classifiche dei più importanti operatori e comunicatori del settore. Un campeggio dove i primi posti per camper, tende o strutture fisse sono contese addirittura in un’asta internazionale. La sfida al rialzo per garantirsi un agognato posto tra sole, mare e natura.

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Pubblicato da: Redazione il 12/08/2025

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