Venezia e suoi sestieri | Imparare a camminare, Cannaregio

di Martina B. Tagliapietra

 

Tutte le città sono divise in quartieri sebbene molto spesso questi non siano quattro. C’è, però, un’isola dell’Adriatico, tanto pragmatica quanto abituata a fare eccezioni che è divisa in sestieri; Venezia per un gioco di equilibrio tutt’altro che casuale è divisa in sei parti. In ogni numero, da qui a settembre, vi raccontiamo la storia, gli aneddoti, i luoghi e le meraviglie di ognuno dei suoi sei sestieri.

Il motore per eccellenza del veneziano, dopo la voga, sono le gambe: gli isolani, prima che navigatori, sono innanzitutto dei gran camminatori. Tra l’incedere deciso del passo veneziano e la passeggiata spensierata del turista c’è di mezzo il mondo eppure obbediscono entrambe allo stesso monito: a Venezia si cammina. Lo sanno anche i bambini, niente passeggini, scarpe comode. Cannaregio, il sestiere più grande e popoloso, è il primo a metterci di fronte a questa realtà veneziana. Non solo perché qui ci sono l’unica strada propriamente detta della città e la sua calle più stretta ma anche perché esso ci invita a camminare insegnandoci a guardare dove mettiamo i piedi. Prima di tutto Venezia va conosciuta da terra, partendo dal suolo e Cannaregio conserva la storia a più livelli della sua pavimentazione. I campi dell’isola si chiamano così perché erano a tutti gli effetti tali ma oggi di quella terra non asfaltata è rimasto solo il nome. Del secondo livello del suolo ci sono ancora meno testimoni: il cotto rosso a spina di pesce nel ‘700 è stato interamente sostituito dai masegni, blocchi di trachite grigia più resistenti all’intenso calpestio cittadino. Rimangono poche eccezioni e la più nota è in Campo de l’Abazia, il sestiere conserva i suoi mattoni incorniciati da bordure in pietra che ci lasciano immaginare una città rinascimentale molto più rossiccia di come la vediamo oggi. Insomma, per conoscere Venezia dalle basi bisogna imparare a guardare per terra, e non solo per il rischio di finire in acqua!

Dentro i sestieri

STRADA NOVA

Asse tra la stazione S. Lucia e Rialto, è l’unica strada della città. Qui regna la contraddizione tra botteghe che espongono souvenir turistici improbabili e la vitalità di un’arteria cuore del transito pedonale.

GHETTO EBRAICO

Il primo ghetto d’Europa nasce a Venezia nel 1516. Il nome deriva dalle fonderie locali (i “geti”), diventato poi “ghetto” probabilmente per l’influenza della pronuncia tedesca. Un primato storico ed etimologico.

CALLE VARISCO 

Ecco un altro primato: Calle Varisco, con i suoi 53 cm di larghezza è la via più esile di Venezia. Nel sestiere di Cannaregio, questa calle che sembra uguale alle altre si restringe verso il rio dei Santi Apostoli. 

PONTE DEL CHIODO

È noto come il ponte più pericoloso della città, in quanto conserva l’antica struttura dei ponti veneziani sprovvisti di balaustre. Attraversarlo richiede attenzione, quindi occhi per terra e niente distrazioni!

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Pubblicato da: Redazione il 18/05/2026

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