I grattacieli nella storia di Jesolo: si sale in alto per arrivare a toccare il cielo

di Giovanni Cagnassi

 

La Jesolo in altezza, una storia che inizia nei primi anni Cinquanta. Il mondo visto dall’alto ha il suo fascino, figuriamoci il mare e la spiaggia. Così fu costruito uno dei primi, se non il primo, vero grattacielo di Jesolo: il Caravelle, antesignano delle attuali strutture. Qui lo vediamo in tutta la sua imponenza in una fotografia del 1966.

In via Levantina, lido est di Jesolo, nei pressi di piazza Milano sfoggiava già 16 piani e 53 metri di altezza. Prima ancora, sul finire degli anni ‘50, era stato già realizzato un primo esempio di grattacielo in viale Venezia, zona centrale, stessa altezza, 16 piani, dall’architettura ancora semplice e razionale. Qualche anno più tardi, una nuova torre fu realizzata in Pineta, in via Belgio, davanti a piazza Europa, questa volta di 19 piani. Eravamo già verso gli anni Settanta e Jesolo era un’affermata località turistica internazionale.

La modifica dello skyline di Jesolo non è pertanto cosa di oggi. Arrivarono dunque negli anni 2000 le torri Aquileia in piazza Mazzini, poi Merville in Pineta, le torri “gemelle” in piazza Drago, già oltre i 20 piani. Oggi ci sono i 25 piani in costruzioni alla Torre Meier nello Jesolo Design District, a firma dell’architetto newyorkese Richard Meier, e le Twin Wave Towers alle spalle di piazza Brescia. Nuovi edifici con lo stesso identico obiettivo di allora: arrivare davvero a toccare il cielo.

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Pubblicato da: Redazione il 6/08/2026

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