Il battito del BENESSERE – Allenamento a corpo libero

di Riccardo Zambon | Dottore in Scienze dello Sport e della Prestazione Fisica 

 

Il corpo umano è una macchina perfetta. Una macchina che necessita di essere curata e tenuta in costante movimento. In questa rubrica proveremo a capire quali sono le componenti del movimento umano, perché queste devono essere tenute attive e come è possibile allenarle in maniera semplice nella nostra quotidianità.

Spesso l’allenamento della forza viene associato unicamente al sollevamento pesi. Pur rimanendo quest’ultimo un metodo di sviluppo della forza senza dubbio efficace, vorrei proporre un punto di vista alternativo: è possibile allenare la forza degli arti senza spostare oggetti, bensì spostando semplicemente il peso del proprio corpo? La risposta è si. Stiamo parlando di corpo libero, ossia quella tecnica di allenamento capace di azzerare i costi (non necessita di strani macchinari, al massimo un paio di dischi di ghisa), oltre ad essere praticabile ovunque e a tutte le età. Per fare subito chiarezza, ecco un paio di semplici esempi di esercizi a corpo libero: piegamenti sulle braccia e squat. Semplici, si, ma non banali. Per comprendere nello specifico i benefici che questi due movimenti possono recarci, andiamo ad analizzarli insieme. 

Partiamo dai piegamenti sulle braccia: tricipiti e pettorali rappresentano senz’altro i due distretti muscolari maggiormente coinvolti… ma c’è di più! Se ben eseguiti, i piegamenti, risultano straordinari per il rinforzo del core, ossia la parete addominale superficiale e profonda che garantisce protezione alla colonna vertebrale, e per la salute della spalla, alla quale donano stabilità e controllo del movimento. Ne gioverà dunque la postura corporea e la resistenza a dolori e infortuni. 

Passando allo squat, invece, quali possono essere i vantaggi di uno degli esercizi più sottovalutati e bistrattati di sempre? Cominciamo dai noti ai più: questi piegamenti sulle gambe sono in grado di rinforzare gli arti inferiori nella loro interezza, parliamo di quadricipiti, femorali e glutei. Ma non finisce qui. Anche in questo caso il core viene chiamato in causa per garantire stabilità all’intero movimento, in particolar modo nel momento in cui andiamo a lavorare con del sovraccarico. Inoltre lo squat richiede grande flessibilità d’anca e di caviglia, due aspetti che nella vita quotidiana sono in grado di limitare la fatica e gli infortuni.

Potremmo procedere all’infinito con la lista degli esercizi ma credo che il concetto sia ben chiaro: utilizzare il peso del proprio corpo eseguendo movimenti di vita quotidiana che coinvolgano numerosi distretti muscolari porta giovamenti di gran lunga maggiori dello stare seduti a spingere una leva sfruttando la forza di un singolo muscolo.

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Pubblicato da: Redazione il 2/12/2025

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